I Boys si uniscono al coro degli ultras europei: stop al calcio senza tifosi

credit: Givemesport.com

I Boys Parma 1977 hanno rilasciato oggi un comunicato per sostenere la loro contrarietà a una ripartenza del calcio senza i tifosi e sottoscrivendo un documento sottoscritto da oltre 350 gruppi di tifo organizzato italiani ed europei: Monaco a Torino, da Madrid a Lisbona.

FERMIAMO IL CALCIO SENZA TIFOSI

L’Europa è nella morsa del Coronavirus. 
I governi hanno dichiarato il lockdown totale, tutelando così la cosa più preziosa che abbiamo: la salute pubblica, primo obbiettivo per tutti. 
Per questo, riteniamo più che ragionevole pensare ad uno stop assoluto del calcio europeo. 

Chi gestisce quest’ultimo, invece, ha fin da subito espresso un solo ed unico obbiettivo: RIPARTIRE.
Siamo fermamente convinti che a scendere in campo sarebbero solo ed esclusivamente gli interessi economici e questo viene confermato dal fatto che il campionato dovrebbe ripartire a porte chiuse, senza il cuore pulsante di questo “sport popolare” : I TIFOSI. 

Ci è più che lecito pensare che ancora una volta la supremazia del denaro vada a calpestare così il valore della vita umana.

Pertanto, chiediamo fermamente agli organi competenti di mantenere il fermo delle competizioni calcistiche, finché affollare gli stadi non tornerà ad essere un’abitudine priva di rischi per la salute collettiva.

Se il sistema calcio si trova in una situazione di tanta difficoltà, la colpa va attribuita alla mal gestione degli ultimi decenni. Mal gestione che abbiamo sempre messo in evidenza con il solo ed unico fine di tutelare e salvaguardare lo sport più bello del mondo.

Oggi il calcio è considerato più come “un’industria” che come uno sport, dove sono le PAY-TV a tenere sotto scacco le società, alimentandole con i propri diritti televisivi e permettendo così alle società stesse di poter pagare stipendi spropositati ai calciatori; alimentando a loro volta la sete di denaro di procuratori squali, il cui unico obbiettivo è quello di gonfiarsi il portafoglio. Un sistema basato solo ed esclusivamente su business ed interessi personali che se non verrà ridimensionato quanto prima porterà ad un solo ed unico fine: LA MORTE DEL CALCIO STESSO.

Teniamo a sottolineare che se gli Ultras avessero una minima intenzione di lucrare su quella che è la nostra passione (come abbiamo potuto leggere dai media in questi giorni), spingeremmo per una ripartenza dei campionati anziché lottare perché questo non avvenga.

Tutto questo deve cambiare. Siamo pronti a confrontarci con chi di dovere per riportare il calcio ai suoi albori, per tornare a vivere la nostra più grande passione in prima persona, per fare in modo che questo torni ad essere UNO SPORT POPOLARE.”

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